Piano annuale per inclusione

                        Piano Annuale per l’Inclusione

Premessa


Il presente documento, denominato Piano Annuale di Inclusione (PAI), rappresenta un progetto di lavoro proprio del Liceo Statale “A. Pieralli” (Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Umane, Liceo Economico-Sociale) volto all’inclusione di alunni con Bisogni Educativi Speciali frequentanti l’istituto. Costituisce altresì uno strumento di lavoro che viene rivisto annualmente e indica pratiche condivise dal personale che opera nella scuola, volto ad attuare il progetto di inclusione, intervenendo sia sui soggetti che sul contesto, in modo da rimuovere gli ostacoli al processo di insegnamento-apprendimento e alla partecipazione, affinché si possa raggiungere un successo educativo e formativo, partendo dai bisogni e dalle specificità di ciascuno.
Il Piano Annuale di Inclusione, stilato e rivisto al termine di ogni anno scolastico, approvato dal Collegio Docenti, è poi inserito nel PTOF dell’istituto di cui è parte integrante e nel quale é possibile ottenerne una visione più esaustiva della presente.

Il Piano definisce:

  • i principi 


  • i criteri 


  • e le strategie 
funzionali all’inclusione degli studenti BES e chiarisce: 


  • i compiti e i ruoli dei soggetti coinvolti nel processo di inclusione 


  • le azioni e le metodologie didattiche per favorire il loro apprendimento 


  • nonché le procedure, i tempi e gli strumenti attraverso i quali tali azioni si 
definiscono. 


 Nel documento attuale si presentano esclusivamente principi, criteri e strategie riamandando alla lettura del PTOF per una versione completa del piano.

I principi

         Ogni studente rappresenta un bisogno educativo speciale, poiché portatore di una propria unicità per vissuto, contesto di vita, ambienti socio culturali emozionali, linguistici, stili di apprendimento.
In questo senso gli studenti con Bisogni Educativi Speciali, come definiti dalla normativa vigente, hanno diritto di usufruire di percorsi, modalità, tempi consoni alle loro peculiarità, che implicano una didattica flessibile, inclusiva, che li faccia sentire parte del tessuto sociale scuola in primis e del tessuto sociale e civile nell’età adulta. 
L’area dei Bisogni Educativi Speciali può essere considerata come un’area dello svantaggio scolastico, che comprende problematiche di varia natura.
Secondo l’ICF il Bisogno Educativo Speciale rappresenta qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento in ambito educativo e/o di apprendimento, indipendente dall’etiologia, e che necessita di educazione speciale individualizzata. 


Ci si riferisce a studenti con Disturbi Evolutivi Specifici e Aspecifici, studenti con Disturbo dell’Iperattività e dell’Attenzione, studenti Borderline o funzionamento cognitivo limite, Disabili certificati ai sensi della Legge 104/92, studenti con Disturbo dello Spettro Autistico lieve, studenti con svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

I criteri

Il riconoscimento dell’alunno con BES può derivare da due diversi tipi di percorso:


1. per effetto di leggi o norme (L.104/92; L.170/2010, ecc..) per la disabilità, disturbi evolutivi specifici e disagio sociale certificati da soggetti istituzionalmente competenti;


2. per autonoma iniziativa del Consiglio di Classe in tutti i casi di disagio sociale in cui,  anche in mancanza di segnalazione da parte dei soggetti istituzionalmente competenti, viene rilevata una situazione di svantaggio di gravità tale da rendere necessaria una personalizzazione degli interventi.

Ciò implica che tutti i docenti hanno il dovere della presa in carico collegiale dei BES anche “ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi” (Circ. n.8/2013).

Le strategie

Al di là delle metodologie didattiche specifiche, si devono privilegiare le seguenti strategie di carattere trasversale:

   · Accoglienza in termini socio-affettivi e cognitivi 


   · Accoglienza che predisponga ad un’efficace azione didattica tenendo conto degli 
specifici stili diinsegnamento apprendimento di ciascuno 


  · Superamento delle barriere che limitano (una significativa relazione educativa, 
didattica e socio-affettiva) agendo nel contesto e che    possano facilitare la 
partecipazione 


  · Comunicazione didattica inclusiva sia rispetto ai contenuti disciplinari e metodologici 
sia rispetto alle variabili di stile comunicativo.


 

Principali riferimenti normativi 


            · Circolare Ministeriale n°8, Prot. 561 del 6 marzo 2013 


            · Linee Guida per la predisposizione di protocolli regionali – 24 gennaio 2013 per l’individuazione 
precoce dei casi sospetti di DSA 


            · Accordo Stato Regioni (R.A.) n° 140 del 25/07/2012 


            · Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 


            · Circolare 20/03/2012, Oggetto: “Piano Didattico Personalizzato per alunni con   ADHD 


            · Decreto Attuativo n.5669/2011 e Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con 
DSA 

            · Nota MIUR n.4089, 15/06/2010 “Disturbo da deficit di attenzione e iperattività”

            · Legge 170/2010 – Nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento 


            · Legge 53/2003 e Decreto Legislativo 59/2004 


            · Legge 8 novembre 2000, n. 328: “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di 
interventi e servizi sociali” 


            · DPR 275/99: “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche” 


            · Legge 5 febbraio 1992, n. 104: “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle 
persone handicappate” 

            · Legge 517/77: “ Integrazione scolastica, individualizzazione degli interventi. 


 


Pubblicata il 12 ottobre 2017